La storia, il lavoro, i riconoscimenti

 

i bambini partecipano allo spettacolo di Cortesi in Piazza Vecchia a BergamoLa  compagnia, fondata nel 1982 da Daniele Cortesi e Mariateresa Zanoni,  agisce  da sempre a livello professionistico e , in questi  trent’anni di intensa e proficua attività, si è affermata tra le più qualificate interpreti dell’antica Arte del teatro delle teste di legno.

Nel 1979 Daniele Cortesi inizia a lavorare nell’ambito teatrale e per tre anni   anima  i pupazzi con la compagnia milanese del “ Teatro del Buratto”, mentre frequenta   la scuola per burattiani del  Teatro Verdi.  

E’   lì  che  apprende l’arte dell’animazione dalla regista Velia Mantegazza e l’arte della scultura dal  Maestro Natale Panaro

Proprio in quegli anni conosce il  grande burattinaio bergamasco Benedetto Ravasio e, grazie ai suoi insegnamenti, eredita i canoni della miglior tradizione popolare del teatro delle teste di legno.

Lascia il Teatro del Buratto e  inizia a lavorare con la propria compagnia, sempre affiancato da Mariateresa Zanoni e, nei primi tre anni,  da Andrea Cavalli. Nel corso degli anni altri collaboratori si sono   succeduti al suo fianco. Per  sedici anni Virginio Baccanelli ha validamente condiviso l’attività professionale.

Nel solco della miglior tradizione teatrale, Daniele Cortesi  cura tutti gli aspetti delle proprie produzioni: dalla costruzione dei burattini, finemente scolpiti nel legno, alla confezione dei loro ricchi  costumi , dalla pittura degli scenari alla scrittura dei canovacci, dalla regia alla  realizzazione  e al decoro  della struttura teatrale, la  “ baracca”,  che si presenta  come un vero e proprio teatro, corredato di quinte , fondali, sipario  e luci di scena.

In ogni  spettacolo i burattinai  danno vita e voce ad una decina di  personaggi,  animati con grande precisione per essere il più verosimili possibile.

La recitazione è  sempre “a soggetto”, ricca quindi di improvvisazioni divertenti che  coinvolgono intensamente i giovani spettatori nel magico gioco del teatro.

Commenti musicali ambientano le scene o ne sottolineano  gli aspetti emotivi salienti.

Le fiabe e le commedie si distinguono sia per l’originale impronta stilistica che  per il ritmo vivace ed intenso di ogni rappresentazione che riesce sempre ad avvincere gli spettatori di tutte le età.

Gli spettacoli in repertorio sono stati presentati in tutte le principali manifestazioni teatrali italiane  dedicate al Teatro di Figura.

La Compagnia ha  promosso , organizzato e diretto molte Rassegne nazionali dedicate al Teatro d’animazione di tradizione popolare . Eventi ai quali si sono affiancati Convegni e Mostre dedicate all’arte burattinaia.

                               

La baracca di Daniele Cortesi  a Bergamo in Piazza Vecchia

(fotografie di Franco  Mammana)

 

L’equilibrio raggiunto tra continuità e rinnovamento nonché una  particolare attenzione per il mondo dell’infanzia, hanno valso alla compagnia importanti riconoscimenti di pubblico e di critica.

 

* Nel 1987 , a Soncino , nell’ambito del Festival  nazionale ” I BRAVI BURATTINAI”,  ottiene il primo premio di pubblico e giuria.

* Nel 1991,  a Gonzaga,  gli è stato assegnato  il PREMIO CAMPOGALLIANI ALLA QUALITA’ E CONTINUITA’.

*Nel 1993 , a Silvano d’Orba, gli viene assegnato il  “FAUNO D’ARGENTO”

* Tra il 1993 ed il 1997, cinque spettacoli sono stati selezionati tra le migliori produzioni del Teatro Ragazzi lombardo, nell’ambito della vetrina regionale  SEGNALI.

* Nel 1996, sempre a Gonzaga, ha ricevuto il PREMIO NAZIONALE DEI BURATTINAI   CAMPOGALLIANI D’ORO ALLA CARRIERA per aver intrapreso professionalmente  l’arte dei burattini acquisendo anche la tecnica della scultura e della scenografia. Per essere autore, regista ed animatore del suo teatro, per aver raggiunto notevoli doti tecniche nel movimento dei burattini e nel ritmo dello spettacolo.”

 

* Nel 2005, a Brugherio,  il Teatro San Giuseppe  gli ha riconosciuto  il PREMIO TEATRO DELLE FAMIGLIE per la sua capacità di ” parlare con il cuore  e l’intelligenza ad ogni bambino , anche a quello che gli adulti ancora si portano dentro”.

 

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